DIAMO SPAZIO ALLE VOSTRE STORIE !!!!
E' nostro piacere, in questa rubrica, pubblicare le storie più incredibili, inimmaginabili, impossibili, stranissime, e chi più ne ha più ne metta, a voi successe in una pizzeria qualunque della vostra città oppure in una località italiana da voi visitata, e perché no, anche all'estero.
Una qualsiasi condizione che abbia creato una situazione imbarazzante, intrigante, pericolosa,di azione, ecc... , purchè sia una storia veramente originale e che susciti un tale interesse al lettore da incatenarlo al video del computer fino a che non l'abbia finita
Ci è pervenuta finalmente la dodicesima storia e ci scrive Fabio.
Non è una bellissima storia!!!! E' una di quelle storie incredibili e che non vorremmo mai ne scriverle ne tantomeno leggerle, ma purtroppo esistono e pensiamo sia giusto pubblicarle, ovviamente così come ci è pervenuta.
Sognava la Pizza, venduta come schiava
Era venuta in Italia giovanissima con un sogno nella valigia: imparare l’arte della pizza e poi tornarsene a casa per aprire un locale tutto suo. Invece, dopo essere stata venduta come una schiava dai suoi connazionali, è stata costretta a prostituirsi per anni, fino a quando non è stata salvata da un ispettore della polizia anticrimine.
E’ la drammatica storia di Ileana, una ragazza rumena che, come tante altre, ha pagato a caro prezzo il desiderio di una vita migliore lontano dal suo paese. A raccontare la sua terribile odissea è la stessa Ileana che oggi vive con la famiglia: "Lavoravo in uno sperduto paesino della Romania, dove facevo panini per 50 euro al mese. Lì sentivo parlare dell’Italia come il paese dei balocchi, dove tutti vivevano bene e dove era facile diventare ricchi".
"Un giorno due uomini mi dissero che alcuni loro conoscenti di Torino cercavano personale per una pizzeria e che lo stipendio era di 1200 euro al mese. Proposero di accompagnarmi e di occuparsi di tutti i permessi in cambio del primo stipendio. Io accettai e con me un’altra ragazza. Fu così che partimmo per l’Italia entrambe piene di sogni. Durante il viaggio, i nostri accompagnatori iniziarono a metterci in guardia sulla polizia italiana".
"Ci fecero una sorta di lavaggio del cervello e, quando arrivammo a destinazione, al solo vedere una divisa mi scattava una crisi di panico totale". Purtroppo per Ileana era solo l’inizio del terrorismo psicologico e delle violenze che avrebbe dovuto subire. "Una volta a Torino ci dissero che c’erano problemi per il posto di lavoro e che, per pagare le spese, dovevamo andare in strada e prostituirci".
"Mi opposi con tutta la forza che avevo, ma mi venne tolto il passaporto e, dopo una serie di violenze, cedetti sotto la minaccia che facessero del male ai miei genitori. Sapevano dove abitavano e in qualsiasi momento li avrebbero potuti uccidere".
E’ così che inizia il lungo peregrinare di Ileana da un strada all’altra, da un appartamento a luci rosse all’altro. "Sono stata arrestata diverse volte fino a quando sono finita in un centro di prima accoglienza. Quando uscii venni venduta ad un altro sfruttatore. Da un giorno all’altro divenni proprietà di un altra persona che mi faceva prostituire in alcuni appartamenti di Alba Adriatica e di Porto Sant’Elpidio. Ormai per me i giorni erano diventati tutti uguali: sempre chiusa in casa a lavorare, senza passaporto e senza scarpe".
"Tutto questo per evitare che potessi fuggire. Un giorno si è presentato un uomo molto gentile che, dopo una chiacchierata, mi ha detto di essere un ispettore di polizia e di aver scoperto che io ed altre ragazze eravamo vittime di una banda di trafficanti di schiave del sesso. Aveva bisogno della mia testimonianza per incastrali. Io accettati. I miei aguzzini finirono in galera. La polizia attraverso l’associazione 'On the road' mi trovò un lavoro e così sono tornata a vivere. Da allora non ho più paura dei poliziotti".
Pubblicata il 11 / Maggio / 2009
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