La Pizza antiossidante? Si, se "cresce a dovere
La cena ideale? Ma una fragrante pizza al piatto mangiata con gli amici...non
c'è nulla di meglio. La specialità gastronomica tipica della cucina
napoletana, è probabilmente il piatto più conosciuto e amato al mondo, un vero e
proprio gioiello riconosciuto per la sua genuinità dal marchio a specialità
tradizionale garantita (STG) e consigliato da tutti i medici per le sue virtù
nutrizionali.
Infinite le combinazioni possibili e le forme: dalla pizza
con pomodoro e basilico alle più bizzarre per ingredienti; dalla pizza al taglio
a quella al piatto a quella al metro. Eugenio Luigi Iorio, medico
nutrizionista docente presso la Scuola di Specializzazione in Scienza
dell'Alimentazione della Seconda Università degli Studi di Napoli, annuncia che
ora è possibile anche gustare la Pizza Antiossidante. Curiosa
sicuramente la cosa, che nasce, però, da considerazioni serie, tutt'altro che
futili. Negli ultimi tempi, infatti, il restyling nutrizionale dei cibi
apparentemente meno sani o più calorici dovuto ai tanti allarmi lanciati contro
l'obesità e le malattie ad essa connesse, è arrivato a portare sul mercato la
pizza antiossidante, presentata per la prima volta al 233esimo meeting
dell'American Chemical Society da un gruppo di chimici nutrizionisti
dell'University of Maryland. Ora il dr. Iorio rilancia e commenta la
ricerca condotta in America. I ricercatori americani hanno messo a punto un
metodo per potenziare il contenuto antiossidante della pizza intervenendo sul
processo di lievitazione e fermentazione della pasta da pizza. Allungando il
tempo di lievitazione e a temperature più elevate si ottiene una pizza non solo
più profumata e saporita ma anche con effetti positivi sui suoi valori
nutrizionali.
Secondo Jeffrey Moore, co-autore dello studio, la pizza più
spessa e lievitata è potenzialmente in grado di fornire livelli più elevati di
sostanze antiossidanti. E le diete ricche di antiossidanti hanno effetto
positivo nella riduzione dell'incidenza di patologie cardiovascolari e
neoplasie. Lo studio evidenzia un aumento dei livelli di antiossidanti del
60% con il tempo di lievitazione massimo, e dell'82% se la lievitazione avviene
a temperature elevate.
A questo studio fa eco un lavoro italiano del 2005
condotto da Cosimo Mogavero, pizzaiolo imprenditore, e il dr. Eugenio Luigi
Iorio. Lo studio conferma il potere antiossidante della pizza che aumenta con la
presenza di un fondamentale ingrediente, il pomodoro, ricco di Licopene, potente
antiossidante. Gli scienziati italiani sottolineano che agli amici Americani
è sfuggita un'altra particolarità: la pizza ha proprietà benefiche e tiene
lontano non solo il cancro ma riduce il rischio di tumori dell'apparato
digerente e riduce di 1/3 il rischio di infarto.
Per assumere sostanze
antiossidanti, tuttavia, resta di gran lunga meglio frequentare un mercato di
prodotti ortofrutticoli e scegliere frutta e verdura di stagione, piuttosto che
ingurgitare quintali di pizza che, seppure buonissima, va consumata come pasto
unico senza esagerare. Parola di nutrizionista.
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