Che origine ha il cappello del cuoco?
Una leggenda racconta che alcuni cuochi, alla fine del XVI secolo, si rifugiarono in un monastero greco ortodosso per sfuggire ad una persecuzione, e lì si vestirono come i preti, tranne che per il colore del cappello, che vollero bianco.
In alcune incisioni italiane del '500 invece, i cuochi portarono una berretta floscia, ornata persino da una piuma: un copricapo dunque diverso dal tipico cappello bianco. In quel periodo, i copocuochi avevano un cappello che seguiva la moda, ma esisteva anche una berretta da lavoro più funzionale. Il primo serviva a enfatizzare il prestigio del mestiere, la seconda a dare garanzie di igene.
Il classico cappello da cuoco, con una banda circolare che passa sulla fronte e il tubo più o meno alto, ma spesso anche floscio, compare verso la fine del '700. Si dice che il colore bianco, a dimostrazione di pulizia, sia stato deciso da Maurice Boucher, cuoco dello statista francese Maurice de Tallyrand, sempre alla fine del Settecento. L'origine francese e il colore sono confermati dal nome, toque blanche, che questo copricapo ha oggi nei paesi di lingua inglese.
Il cappello "a tubo di stufa" si usò soprattutto nell'800, in analogia col cappello a cilindro. Nel frattempo, però, molti cuochi continuarono a indossare berretti di diverse fogge e colori nei vari paesi.
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