Nel progetto si possono seguire due
strade:
-
Servirsi di un forno prefabbricato da acquistare
presso qualche rivenditore.
- Auto-costruirselo se si dispone delle capacità e dell'esperienza o
affidare la costruzione ad un artigiano del mestiere.
Tutte e due le soluzioni sono valide e nello stesso tempo possono
presentare inconvenienti.
Nel caso di un modello
prefabbricato occorre affidasi all'esperienza e alla competenza
del rivenditore di zona. Si è osservato che modelli uguali
acquistati dallo stesso rivenditore presentavano funzionamenti assai
diversi per il semplice fatto di essere posizionati in zone
diverse.
Infatti l'altitudine e la posizione rispetto
alla direzione del vento o la presenza di oggetti quali piante e
fabbricati incidono notevolmente sul funzionamento dei singoli
modelli e non è detto che un modello che funziona bene in una certa
zona, funzioni altrettanto bene in un'altra. Se invece preferisci
rivolgerti ad un artigiano esperto, potrai adattare il forno
alle tue particolari esigenze armonizzando la sua architettura
all'ambiente in cui verrà collocato;
in questo caso nel progetto incidono notevolmente il costo di costruzione
e la tipologia dei materiali.
Il primo problema che si pone è
dove collocarlo: in casa, fuori all'aperto o sotto una
tettoia?
Nelle zone nordiche dove fa freddo e gli inverni sono
lunghi e rigidi è meglio collocare il forno in casa o comunque
all'interno di un locale anche per preservare la lievitazione dei cibi ed
evitare eccessivi sbalzi di temperatura. Noi consigliamo di collocare il
forno in cucina, se vi è lo spazio, perché è il luogo dove si
preparano i cibi e da un punto di vista razionale è il posto
migliore.
In quelle zone a clima temperato o mite invece è
possibile collocare il forno anche all'aperto, in qualche giardino o
meglio sotto una tettoia per proteggerlo dalla
pioggia.
Individuato il posto migliore, occorre scegliere i
materiali. Noi consigliamo i mattoni pieni fatti a mano che,
rispetto a quelli industriali stampati, resistono meglio alle alte
temperature. i mattoni fatti a mano hanno il pregio di scaldarsi più
lentamente e mantenere il calore più a lungo, mentre per quelli
industriali stampati, l'eccessiva compressione dell'argilla puo' bloccare
la dilatazione termica e provocare la rottura del mattone stesso. Si
possono anche scegliere mattoni refrattari studiati per resistere a
temperature elevate fino a 1600°, però hanno il difetto di immagazzinare e
cedere calore più rapidamente.
La costruzione del forno inizia
con la base d'appoggio che noi consigliamo di farla più ampia del
diametro del forno di almeno 15 - 20 cm anche per poter disporre di
un piano d'appoggio sempre utile e alta circa 1,2 metri da
terra.
Sopra la base va steso un piano di mattonelle e
tra la base e le mattonelle occorre mettere uno spesso strato di
materiale isolante come argilla espansa o vermiculite, il tutto
tenuto insieme da cemento refrattario e sabbia. |
 | E' importante che il piano del forno
sia perfettamente orizzontale per poter cuocere con facilità anche cibi
inizialmente liquidi come la farinata.
A questo punto occorre costruire la
volta. Le dimensioni dipendono dalla circonferenza del forno
alla base e dalla altezza della volta. L'altezza della volta alla
sommità interna si ricava con la formula: H = d/3,4 dove H
è l'altezza della volta e d è il diametro del forno in
centimetri. Comunque l'altezza della volta non deve mai scendere
sotto i 25-30 cm. Per esempio in un forno da 110 cm di
diametro, l'altezza della volta sarà di 40 cm circa. Bisogna fare
in modo che il centro della base del forno si avvicini al fuoco
della volta che in genere è un paraboloide, in modo da
concentrare la riflessione del calore della volta sul piano di
cottura. |
 |
Per costruire la volta si parte facendo una base di
sabbia umida o di terra ben compatta delle dimensioni volute, da sagomare
a forma di paraboloide, (il segreto sta proprio nel riuscire a
sagomare opportunamente la cupola di sabbia, è un po' come giocare a
costruire i casteli di sabbia al mare) sulla quale si appoggeranno i
mattoni della volta di piatto, tenuti insieme con malta cementizia
refrattaria oppure con un impasto di argilla mescolata a poca sabbia. I
mattoni vanno sistemati sfalsati partendo dal basso a salire in modo da
seguire la curvatura della sabbia. Una volta che la struttura è
completata, indurita e assestata si provvederà a rimuovere la sabbia di
sostegno dall'interno.
Le dimensioni della bocca dipendono
anch'esse dal diametro del forno, da cosa si intende cucinare, e dalla
dimensioni dei tegami che si vuole inserire. Un forno con un diametro di
120 cm. dovrebbe avere la base della bocca di almeno 50 cm. e una altezza
di 28 cm. Anche la forma della bocca è influenzata dalla destinazione che
si intende dare al forno. I forni destinati alla cottura del pane e della
pizza preferiscono bocche a forma di trapezio isoscele, ma anche
rettangolari, mentre i forni destinati alla cottura di cibi come dolci e
farinate preferiscono l'apertura a forma di semicerchio leggermente
schiacciato al centro.
Terminata la costruzione della volta
occorre ricoprirla di materiale isolante che trattenga il calore. Per fare
questo va bene uno strato di argilla espansa spesso circa 12 o 15 cm. Si
puo' anche usare della vermiculite. Si ricopre poi il tutto con uno strato
di mattoni o altro materiale con funzione estetica e
decorativa.
La canna fumaria. La sua costruzione inizia
prevedendo una piccola cappa fumi da posizionare tra la volta e la bocca
del forno o di lato e sulla quale si costruisce la vera e propria canna
fumaria. Valgono le regole viste per i camini e le stufe. Sono da
preferire canne fumarie coibentate e di sezione circolare. Il
diametro della canna fumaria, indicativamente, si può ricavare
dalla tabella sottostante, ricordando che il tiraggio è direttamente
proporzionale all'altezza della canna fumaria.
| Diametro del
forno |
diametro minimo canna
fumaria in cm |
| da 60 a 80 cm |
20 |
| da 80 a 120 cm |
25 |
| da 120 cm in su |
30 |
Accessori. La bocca del forno può essere dotata di uno
sportello a doppio strato in acciaio con camera d'aria o a vetri
temperati per seguire la cottura senza doverlo aprire e per diminiuire la
dispersione termica. Anche un termometro specifico per forni con
una sfera di temperature a fondo scala da 0 a 500 °C è utile per
controllare il riscaldamento ponendolo con il quadrante all'esterno e
sonda lunga da posizionare al centro del forno bucando il laterizio,
oppure a sonda corta da applicare sullo sportello.
Completano la
dotazione i ferri per la pulizia e la cottura: paletta per la
cenere, spazzola di metallo, scopaccio di corda, pale in legno e in acciao
per infornare possibilmente di forma rettangolare o quadrata, da evitare
le forme rotonde, alari, soffietto, oliera a manico lungo, umidificatore,
ferri per attizzare il fuoco, forchettone, pinze a
molla.
Accendere il forno. Se il forno è nuovo o appena
costruito, ha bisogno di un periodo di rodaggio da iniziare alcuni giorni
dopo la sua costruzione per dare il tempo al manufatto di asciugare e
consolidarsi. Occorre inizialmente accendere il forno soltanto per
mezz'ora al gorno a fuoco lento e a bassa intensità per circa 15 o 20
giorni.
Terminato il periodo di rodaggio, si può cominciare a
cuocere qualcosa. Prima di accendere il forno occorre farlo pulito:
rimuovere le ceneri e gli eventuali residui di cotture precedenti. Le fasi
sono simili a quelle per l'accensione del caminetto. Prima di dare fuoco
alla legna, occorre preriscaldare la canna fumaria per attivare il
tiraggio. Inizialmente la volta del forno tenderà ad annerirsi per via
della fuliggine, ma con l'aumentare della temperatura all'interno, la
volta tenderà a scharirsi. Quando la superficie della volta si sarà
completamente schiarita vuol dire che il forno ha raggiunto la temperatura
ottimale.
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Cosa infornare? |
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Il pane, la focaccia, le torte, ecc. richiedono una
cottura senza fiamma che sfrutti il calore accumulato dalla volta e dal
piano di cottura. Occorre quindi accendere il forno parecchie ore prima di
infornare per dargli il tempo di accumulare una buona inerzia termica.
Dopodichè si tolgono le braci o si spostano lungo il margine del forno, si
inforna il pane e si chiude lo sportello.
Pizze e farinate invece richiedono
il mantenimento della fiamma che va alimentata in modo che lambisca
la volta e illumini il forno per controllare la cottura. Occorre
usare legni dolci dosando la quantità di legna per evitare eccessivi
riscaldamenti. |
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Le carni richiedono a seconda del tipo di ricetta sia la cottura
a fuoco spento, sia la cottura a fuoco acceso.
Le verdure ed il
pesce è meglio cuocerle a fuoco spento e a temperatura non
eccessivamente alta intorno ai 200 °C.
Informazioni tratte
dal libro: "Il forno a legna"
di Massimo Balleari e Giuseppe Traverso, edizioni Sagep.
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